{"id":3538,"date":"2013-12-09T09:49:30","date_gmt":"2013-12-09T08:49:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marinadellabella.it\/?p=3538"},"modified":"2014-07-07T16:02:53","modified_gmt":"2014-07-07T15:02:53","slug":"senza-fretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/?p=3538","title":{"rendered":"Senza fretta"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"vvqbox vvqyoutube\" style=\"width:325px;height:244px;\"><span id=\"vvq-3538-youtube-1\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=27xmxoBQRJ8\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/img.youtube.com\/vi\/27xmxoBQRJ8\/0.jpg\" alt=\"Immagine anteprima YouTube\" \/><\/a><\/span><\/span>Molti definiscono Giorgio Orelli uno dei pi\u00f9 grandi poeti in lingua italiana del secondo Novecento. Chiss\u00e0 se era d&#8217;accordo anche lui, che viveva, scriveva e pubblicava senza alcuna fretta (dal 1944 un libro ogni dieci o vent&#8217;anni), innanzitutto per rigore stilistico. E poi perch\u00e9 vita e scrittura si alimentavano a vicenda in piena libert\u00e0 dalle scadenze editoriali e dalle interferenze degli ambienti letterari e paraletterari. Un esempio anche in questo, coerente fino alla fine, incontrata senza fretta a pi\u00f9 di novant&#8217;anni alcune settimane fa, con una raccolta di poesie inedite sulla scrivania (per la rabbia di molti), accanto a una Olivetti con cui ancora scriveva, sempre senza fretta.<br \/>\nScrittore, critico e traduttore di formazione filologico-linguistica, Orelli visse sempre in quella Svizzera italiana che nell&#8217;immaginario mio personale corrisponde a un tassello di libert\u00e0: montagne, acque di lago, passaggi di uccelli&#8230; Una linea appartata, quella dei ticinesi, tra la cultura italiana e quella d&#8217;oltralpe. Una linea di fuga, anche, spesso sognata e desiderata da chi \u00e8 invece destinato a rimanere qua sotto, schiacciato tra un enorme passato e un presente che si spalanca sul vuoto.<br \/>\nLa poesia di Orelli &#8211; antiretorica, originata dalla narrazione e convertita in partiture di suoni, ritmi e scelte linguistiche accurate e mai omologate &#8211; \u00e8 tutta un esercizio di misura nel plasmare la realt\u00e0 osservata e il suo pensiero attento, affettuosamente aderente a ci\u00f2 che accade ma con impercettibile distanza, di rispetto e di stile, di sottile ironia e inaspettata eleganza.<br \/>\nProprio per questo, mai avrei immaginato che alcuni miei versi, scritti di getto quando mor\u00ec Fassbinder, potessero piacergli. E invece gli piacquero, tanto che me ne scrisse in una lettera saltata fuori dopo tanti anni. Ora glieli mando da qui e non so bene dove, senza fretta anzi addirittura fuori tempo massimo, in omaggio soprattutto alla sua ironia.<\/p>\n<p><em>Rainer werner scoppiato tra venti bottiglie<br \/>\nflaconi compresse da interno giardino<br \/>\ndi semi orchidee rosso fuoco<br \/>\nera pronto sul set per il ruolo di attore<br \/>\nregista scenografo solo assistente di<br \/>\nscena di s\u00e9 persistenza su r\u00e9tina<br \/>\nassolo gestuale di morte di sonno continuo<br \/>\nnon in due come nik circolare fluire<br \/>\ne prodursi di gocce benefiche estreme<br \/>\nquando hanno sfondato la porta non c&#8217;era nessuno<br \/>\n<\/em>(&#8220;Dopo le lucciole&#8221;, Centro Publi Design, 1985)<\/p>\n<p>Qui invece c&#8217;\u00e8 lui con la poesia &#8220;Ragni&#8221;, dall&#8217;utima raccolta inedita che un giorno, senza fretta, forse leggeremo.<\/p>\n<p><em>Da quando? se da giorni<br \/>\ne giorni, mesi ormai,<br \/>\nmentre riposo li osservo<br \/>\ne scordo e non senza stupore<br \/>\nriscopro: ombre d\u2019acheni,<br \/>\npi\u00f9 piccoli di mezza formichetta<br \/>\nsmarrita nell\u2019acquaio: sempre l\u00ec,<br \/>\nlontano quanto basta dalla lampada<br \/>\nche ha bruciato l\u2019incauto calabrone,<br \/>\ndiafani a furia di guardarli, quasi<br \/>\ntrascoloranti in rosa:<br \/>\nchi sa mai se lo sanno<br \/>\nd\u2019essere l\u2019uno a una spanna dall\u2019altro<br \/>\ncome due nei su una schiena,<br \/>\ninquilini abusivi del soffitto,<br \/>\nstrani compagni della mia vecchiaia:<br \/>\nsempre l\u00ec, sempre soli, senza preda,<br \/>\nuna volta soltanto \u00e8 arrivato dal Nord<br \/>\nun ragno d\u2019altro rango,<br \/>\nquasi robusto, nerastro,<br \/>\n\u00e8 passato col fare inquisitorio<br \/>\nd\u2019un commissario<br \/>\ntra i due come se fossero<br \/>\nsorvegliati speciali,<br \/>\nsenza distrarli, \u00e8 sparito<br \/>\nin fretta nel gran bianco,<br \/>\ne dunque non li ha visti<br \/>\nsincronici calarsi,<br \/>\nsostare penzolando<br \/>\nnel vuoto dove nemmeno si sognano<br \/>\ndi cercare un appiglio<br \/>\nper una tela: intenti alle filiere<br \/>\ntroppo presto esaurite e come<br \/>\nsaggiando il peso d\u2019essere, il mistero,<br \/>\ngi\u00e0 pronti a risalire divorando<br \/>\nfilo e distanza:<br \/>\nper fingersi di nuovo<br \/>\ndue punti nei dintorni<br \/>\ndi me<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti definiscono Giorgio Orelli uno dei pi\u00f9 grandi poeti in lingua italiana del secondo Novecento. 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