{"id":3659,"date":"2014-02-04T18:58:56","date_gmt":"2014-02-04T17:58:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marinadellabella.it\/?p=3659"},"modified":"2014-07-07T16:03:17","modified_gmt":"2014-07-07T15:03:17","slug":"su-ivano-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/?p=3659","title":{"rendered":"Su Ivano Ferrari"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.marinadellabella.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Ivano-Ferrari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3672\" alt=\"Ivano Ferrari\" src=\"https:\/\/www.marinadellabella.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Ivano-Ferrari.jpg\" width=\"174\" height=\"246\" \/><\/a>Ivano Ferrari \u00e8 un poeta che evoca la rarit\u00e0 come valore: della qualit\u00e0 dei versi e della loro differenza, delle uscite editoriali, dell&#8217;attenzione che lui stesso dedica ai suoi testi (a volte dimenticati chiss\u00e0 dove e poi riemersi, anche dopo decenni). Per Einaudi esce nel 1999 &#8220;La franca sostanza del degrado&#8221;, un dono di <em>\u201cluce d&#8217;esilio a nebbie e pietre\u201d<\/em> (p. 176). Questo verso bellissimo sintetizza la frequentazione di una materia debordante, spinta ben oltre ogni margine, oltre l&#8217;orizzonte di attesa dei lettori anche pi\u00f9 randagi. Il libro colpisce per la forza che annuncia, anche se mostra intermittenze di intensit\u00e0, impigliata a volte in qualche approssimazione. L\u00ec accade che la realt\u00e0 si riduca a un temporaneo monologo laterale, incidentale, pur pretendendo definitivit\u00e0. Si rivela cio\u00e8 il non finito, nonostante la perentoriet\u00e0 quasi sentenziosa specie dei componimenti pi\u00f9 brevi, spesso appoggiati a un unico punto finale che chiude con durezza ogni discorso. Cosicch\u00e9 ogni sezione risulta attraversata da una tensione quasi elettrica, tra poli differenti di poesie pi\u00f9 o meno riuscite. Tra le prime (p. 172):<br \/>\n<em>Oggi Dio \u00e8 chiaro<br \/>\nparla semplicemente<br \/>\ne arriva con dolcezza<br \/>\nanche alle unghie<br \/>\n&#8211; c&#8217;\u00e8 stato un volo, credo &#8211;<br \/>\nper addentare quell&#8217;osso di cielo<br \/>\ncon reciproco azzurro.<\/em><br \/>\nE tra le seconde (p. 168):<br \/>\n<em>Davanti a me<br \/>\ni tuoi occhi chiari<br \/>\nentrano nel naturale<br \/>\nmondo delle maschere.<\/em><br \/>\nLa raccolta &#8220;Macello&#8221;, in parte anticipata nel 1995 nell&#8217;antologia &#8220;Nuovi poeti italiani 4&#8221;, esce sempre per Einaudi nel 2004. Lo scrittore Antonio Moresco, amico di Ferrari e autore di una bella recensione (uscita su \u201cPulp\u201d e poi su <a href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2004\/09\/27\/ivano-ferrari-macello\/\">&#8220;Nazione indiana&#8221;<\/a>), ci dice che \u00e8 stata scritta negli anni Settanta. Per inciso, fa sperare nel genere umano l&#8217;amicizia stretta tra due scrittori capaci di autentici capolavori: l&#8217;uno in prosa (&#8220;La lucina&#8221; ne \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 recente) e l&#8217;altro in poesia. E qui ci si riferisce proprio a &#8220;Macello&#8221;, opera perfetta, unitaria e coerente nel tema e nello stile. Ci si domanda infatti chi altri, almeno tra i poeti italiani delle ultime generazioni, sarebbe capace di un esito simile trattando una materia cos\u00ec letteralmente cruda come ci\u00f2 che accade in un mattatoio, senza alcun trucco o trasfigurazione. Anzi, soprattutto descrivendo, e restituendo a un microcosmo marginale e sconosciuto a molti la centralit\u00e0 simbolica della vita stessa. Qui la condizione dell&#8217;esilio (da s\u00e9, dal mondo) viene illuminata dalla forza inedita di una poesia arcaica ed elaborata, materiale e filosofica, chiusa nella sua durezza eppure aperta a traslati allegorici di grande efficacia. Una raccolta straordinaria, chiusa da una poesia straordinaria (p. 88):<br \/>\n<em>Su un oceano colorato malamente<br \/>\ngalleggiava una piccola isola<br \/>\nle onde spargevano le origini<br \/>\ni coralli cicalavano al tramonto<br \/>\ne i pesci si rigeneravano alla fonte.<br \/>\nEra una goccia di sperma<br \/>\ncadutami nella vasca del sangue<br \/>\nin una mattina<br \/>\ndi forte macellazione.<\/em><br \/>\nDopo la parentesi di &#8220;Rosso epistassi&#8221; (Effigie 2008), Ferrari torna nel 2013 ad Einaudi con &#8220;La morte moglie&#8221;. Il titolo scelto per la raccolta \u00e8 l&#8217;esplicita indicazione di contenuto della seconda delle due parti di cui si compone, mentre con la prima (&#8220;Le bestie imperfette&#8221;) l&#8217;autore ci offre la sorpresa di poesie appartenenti al periodo di \u201cMacello\u201d, a quest&#8217;ultimo affini anche per tema. Ed \u00e8 proprio qui che di nuovo si palesa quella voce \u201cdissonante e unica\u201d (A. Moresco, in quarta di copertina), mossa dai margini e cos\u00ec rara ovunque, esito massimo della sua poesia.<br \/>\n<em>Con decine di colpi<br \/>\nabbiamo frantumato l&#8217;ultima testa<br \/>\nsi rispetta l&#8217;orario non la misura<br \/>\ncome dentro la terra<br \/>\nil gelo chiude la questione.<\/em> (p. 22)<br \/>\nA p. 30 si descrive in diretta l&#8217;uccisione di un animale, a p. 32 si racconta del guarire degli animali per poi essere comunque ammazzati. E si procede cos\u00ec, quasi senza tirare il fiato, fino all&#8217;ultimo verso riferito a una farfalla: <em>\u201c&#8230; e lei via \/ verso altri modi di morire\u201d<\/em>. Un aggancio, forse, all&#8217;avvio della raccolta successiva: <em>\u201cFai segni \/ oscillando le dita a graffio\u201d<\/em>, dall&#8217;animale all&#8217;umano senza differenza. Anche in questa seconda sezione, infatti, <em>\u201csi tratta di staccare ogni parola \/ dalla carne\u201d<\/em> (p. 54).<br \/>\nSe un&#8217;evoluzione nel tempo c&#8217;\u00e8 stata, essa riguarda un uso pi\u00f9 sofisticato del linguaggio, che solo raramente apre squarci nella nuda realt\u00e0, un tempo detti con la rozzezza unica delle parole pi\u00f9 precise. Oppure con il sarcasmo, per tenere a bada ci\u00f2 che in natura si dava come insopportabile.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 anche il mistero di una quartina ripetuta (che torna dopo trent&#8217;anni, da p. 3 a p. 58: <em>\u201cGli occhi precipitano \/ anzi si perdono in alto \/ dove la voglia di vivere \/ copre il soffitto di ali\u201d<\/em>), forse a testimoniare, appunto, che tra dolore animale e umano non c&#8217;\u00e8 differenza. Torna anche il vento, che <em>&#8220;scompiglia i peli\u201d<\/em> (a p. 10 delle bestie, a p. 74 di una testa umana), personificato come un <em>\u201canimale\u201d<\/em>, che <em>\u201cguaisce e ringhia\u201d<\/em>. E poi lei, la moglie (p.64), che si abbraccia alla morte fin dal titolo, in un tutto di nulla fino al punto finale:<br \/>\n<em>Sei tu la materia che mi converte<br \/>\nche sanguina docile negli occhi<br \/>\nsi \u00e8 spenta l&#8217;ombra<br \/>\nil corpo invece piroetta in aria<br \/>\ne come avessero una testa sola inseguono<br \/>\ndue o tre fiori domenicali<br \/>\neppure la paura non \u00e8 niente di intero<br \/>\nla pace non contiene nulla.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ivano Ferrari \u00e8 un poeta che evoca la rarit\u00e0 come valore: della qualit\u00e0 dei versi e della loro differenza, delle uscite editoriali, dell&#8217;attenzione che lui stesso dedica ai suoi testi (a volte dimenticati chiss\u00e0 dove e poi riemersi, anche dopo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.marinadellabella.it\/?p=3659\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[235,278,279,281,280,17],"class_list":["post-3659","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteratura","tag-antonio-moresco","tag-ivano-ferrari","tag-la-franca-sostanza-del-degrado","tag-la-morte-moglie","tag-macello","tag-poesia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3659"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3674,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3659\/revisions\/3674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinadellabella.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}