Stanza numero undici

Torna da una vacanza lunga,
nella mano febbrile una castagna
è selvatica – dice –
è una minaccia
un disordine sceso
nelle acque cupe del pozzo
una cenere d’ossa
sparsa chissà dove

non si sa altro
dalla sua partenza,
era un albero vecchio uscito
dalle specie
era un frutto caduto con
un tonfo sordo sulla
superficie oleosa

vedi che sono io, diceva
anche con gli occhi fondi
per le scariche prese da legato
anche con le parole insane
dal ricamo prezioso, logorrea
d’amore

ieri l’ho visto migrare
in uno stormo chiuso
forzare l’aria sopra la terra
fino alla nuova sponda

poi ha rotto le fila,
disperdendo anche gli altri (1996)

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