Ora crochi

Scatta l’irrigatore in un quadrato d’erba
tra ricami di mura e campanili d’ombra
poi si rivolge al cielo senza alcuna espressione,
nella ricchezza involontaria che cresce:
sensi di colpa, intima rassegnazione
battaglie sublimate in giardino

prima c’erano viole e ora
crochi, gialli e dritti nel sole
nati da una fitta d’orgoglio
nutriti d’insolenza

e semina un ronzìo subliminale
una leggera potenza di vita
sincronica nebulizzata razionata
precisa in assenza di vento

occhio non sente e orecchio non vede
dentro un corpo in disparte
che macina resti di pensiero
nello stomaco arreso: languore,
esito di un ricordo dietro il lancio dell’acqua,
difetto di ragione che rincorre vita
al fondo dell’umido

trascura i germogli e i fili d’erba teneri
gli inizi, le speranze

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Il denaro non fa i diritti

RadioCoraSi va rafforzando il costume di elargire mance ed elemosine a parziale risarcimento di diritti negati, trattando un po’ tutti i casi – dai licenziamenti alle torture – con identico approccio, superficiale e irrispettoso della dignità umana. Sei un diciottenne e non hai un futuro? Eccoti 500 euro. Sei un lavoratore licenziato? Eccoti qualche mensilità. Sei un attivista massacrato a Bolzaneto? Eccoti 45.000 euro.
Calare su Bolzaneto un colpo di spugna risarcitorio è un’offesa all’intelligenza umana, una negazione netta dei principi fondamentali su cui dovrebbe basarsi la comune convivenza. Lo Stato dovrebbe capirlo da solo, tanto più se è la Corte europea di giustizia a ricordargli la sua grave inadeguatezza. E invece procede imperterrito per le strade peggiori, lastricate di intenzioni sconosciute ai più e anche per questo per nulla rassicuranti.
Su tutto pesa come un macigno il ruolo asservito della maggior parte dei media. Anche per questo rimando a un’intervista rilasciata a Radio Cora da Lorenzo Guadagnucci, giornalista, attivista e vittima a Genova della violenza di Stato.

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Giardino

Con pietre tagliate a caso
e inerti da demolizione
hanno rovesciato la zolla
anche nell’orto di casa,
concime nobile di palazzinari
spunta tra i fiori gialli regalati
dal vento e gli scavi tenaci
del coniglio
forse vorrebbe altro il suo amore
per l’erba, e anche il mio
imbastardito di rabbia
per quest’ultima nata:
scheggia di mattonella Ginori
nel posto delle viole

(da Requiem per una giraffa, 2013)

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